Hortus

Edizione: 
2018
Larghezza: 
90
Altezza: 
120
Anno Opera: 
2018
Tecnica
Olio su tela
Descrizione
Una ricerca sul rovesciamento dell'iconografia dell'Annunciazione e un percorso dal Nuovo all'Antico Testamento. Maria torna ad essere una donna reale, umana e selvaggia come fu la prima Eva, o addirittura come le divinità precedenti legate al culto della luna e al sistema matriarcale. Da madre di Cristo si fa madre di Dio e per estensione madre Terra. La figura si trova immersa in un vortice vegetale di colori, fino a scomparire. Infatti la metamorfosi, tutt’altro che secondaria, avviene anche per l’intero contesto. Se nell’Annunciazione, nell’ordine stabilito, troviamo un giardino curato “Hortus conclusus”, ora siamo in un giardino selvaggio con cui, a sorpresa, non è difficile identificare il Paradiso (paradeiza = giardino). L'intento è creare un giardino di materia pittorica, che ci coinvolga e ci travolga, una specie di inno alla sovversione del corso degli eventi, ma anche una rivalutazione delle potenzialità di un rapporto sano con la natura, soprattutto selvatica.