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	<title>Edizione 2022 - Premio Nocivelli</title>
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	<title>Edizione 2022 - Premio Nocivelli</title>
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		<title>Semblant (Aronte)</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/semblant-aronte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Zancana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 16:05:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Semblant è un’opera che simboleggia un percorso, una via svolta fisicamente dall’artista alla ricerca del cammino di Aronte, una leggenda diffusa tra le Alpi Apuane. L’opera è stata esposta alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara in occasione del festival con_vivere. Si narra che il guardiano delle montagne, Aronte, sia sceso a valle per fermare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Semblant è un’opera che simboleggia un percorso, una via svolta fisicamente dall’artista alla ricerca del cammino di Aronte, una leggenda diffusa tra le Alpi Apuane. L’opera è stata esposta alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara in occasione del festival con_vivere. Si narra che il guardiano delle montagne, Aronte, sia sceso a valle per fermare l’avanzata dell’uomo sul dominio del marmo, durante questo tentativo di protezione si innamora di una fanciulla che lo rifiutò. Aronte, sconfitto e addolorato dal rifiuto, ritornò nei suoi monti dove si lasciò morire. Le montagne allora di tutta risposta decisero di voltare le spalle al mare. L’installazione si formalizza da un duplice punto di vista: tra la storia dell’aruspice Aronte, difensore indiscusso dei monti morto per amore, e l’intervento tangibile dell’uomo quale abitante radicato. L’opera si compone da una fotografia stampata su alluminio, scattata e post-prodotta dall’artista, e da un’arazzo in tessuto nero, che funge da quinta di scena, dove riecheggia un testo dedicato al divino Aronte, stampato su entrambi i lati creando due diversi livelli di percezione. Nello specifico l’immagine stampata, attraverso la sottrazione cromatica, subisce una manipolazione digitale, trasformando l’elemento fotografico in nuovi percorsi, in frammenti di storia di una nuova ambientazione dove la leggenda di Aronte non è stata ancora svelata. L’opera diventa allo stesso tempo lapide commemorativa ma sopratutto manifesto di denuncia, presentando in maniera documentaristica il deturpamento dell’ambiente naturale causato dall’uomo.</p>
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		<title>Untitled (Selfie)</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/untitled-selfie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[MARGARITA EGOROVA]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jun 2023 14:59:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il dittico Untitled (Selfie) fa parte di un lavoro più ampio, Spoon River, che consiste in un’antologia di più di cento fotografie rifotografate dalle lapidi. Fotografie di oggetti, che, grazie all’atto retinico, tornano ad essere persone, compiendo lo scopo finale dell’immagine commemorativa: la risurrezione di chi non c’è più. Il lavoro mira a indagare la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il dittico Untitled (Selfie) fa parte di un lavoro più ampio, Spoon River, che consiste in un’antologia di più di cento fotografie rifotografate dalle lapidi. Fotografie di oggetti, che, grazie all’atto retinico, tornano ad essere persone, compiendo lo scopo finale dell’immagine commemorativa: la risurrezione di chi non c’è più.<br />
Il lavoro mira a indagare la natura totemica e animista della fotografia, la sua continua reincarnazione, da un medium all’altro, il viaggio che compie l’immagine dall’atto fotografico fino al luogo del suo utilizzo finale e il vuoto legislativo che non prevede alcuna tutela alle immagini dei defunti rendendo l’intero procedimento perfettamente legale.   </p>
<p>Learn more:</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="mx1nIpfNGn"><p><a href="https://www.margaritaegorova.com/spoon-river/">Spoon River</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Spoon River&#8221; &#8212; margarita egorova" src="https://www.margaritaegorova.com/spoon-river/embed/#?secret=mx1nIpfNGn" data-secret="mx1nIpfNGn" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Linea sottile</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/linea-sottile-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristina Scalia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 16:00:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In diversi sport a contatto con la natura, l’uomo sta valicando nuovi confini, “metri” mai raggiunti prima, sia in alto che in basso e nel minor tempo possibile. L’atleta trasforma il proprio corpo tendendo all’iper-umano: un modellamento sempre più rigido sotto ogni punto di vista, svelandone il grande potenziale inespresso. Essenziale il ruolo ricoperto dalla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In diversi sport a contatto con la natura, l’uomo sta valicando nuovi confini, “metri” mai raggiunti prima, sia in alto che in basso e nel minor tempo possibile.  L’atleta trasforma il proprio corpo tendendo all’iper-umano: un modellamento sempre più rigido sotto ogni punto di vista, svelandone il grande potenziale inespresso. Essenziale il ruolo ricoperto dalla natura, campo di battaglia per eccellenza o meglio la messa alla prova suprema, unica in grado di decretare vittorie e sconfitte, talvolta al di là del livello della preparazione atletica mostrata. Ogni passo viene compiuto calcando le orme dei grandi pionieri del passato, degli anni in cui tutto sembrava lontano dalle parole “sport” e “performance”. Ma la visione rimane ancora la stessa? Nell’attuale dove tutto sembra aver raggiunto l’iper (preparazione, tempistiche, modi e rischi), la natura mantiene ancora il suo ruolo primario o è passata in secondo piano, riducendosi meramente a mezzo? Si celebra la natura e la sua grandiosità che sovrasta l’uomo o solo la spettacolarizzazione del proprio risultato? Sembra sempre più delinearsi un confine tra le due parti, una linea sottile tra l’epifania di esser parte del tutto e l’esaltazione del proprio ego. L’uomo vuole scoprirsi parte della natura o superarla?</p>
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		<item>
		<title>Smart Cultura?</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/smart-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuliano cataldo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2023 06:41:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un mondo iperconnesso la scultura Smart Cultura? pone un interrogativo sull’evoluzione tecnologica. Questa diffusione di utilizzo della rete internet attraverso smartphone, tablet e pc ci consente di avere accesso a tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno, ci dà imput, ci dà stimoli ed è generatrice di una maggior diffusione della cultura. Ma allo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo iperconnesso la scultura Smart Cultura? pone un interrogativo sull’evoluzione tecnologica. Questa diffusione di utilizzo della rete internet attraverso smartphone, tablet e pc ci consente di avere accesso a tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno, ci dà imput, ci dà stimoli ed è generatrice di una maggior diffusione della cultura. Ma allo stesso tempo ci rende difficile la relazione lontano dallo schermo, ci chiude in noi stessi e crea una disaffezione alla socialità reale, preferendo quella virtuale. La rete ci aiuta e ci penalizza allo stesso tempo, avendo pro e contro non si intende porre un giudizio negativo o positivo a priori ma si vuole portare ad una maggiore riflessione per capire se tutta questa evoluzione tecnologica ci stia portando a progredire o a regredire.</p>
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		<title>HO SEMPRE PENSATO CHE DIO FOSSE DONNA</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/ho-sempre-pensato-che-dio-fosse-donna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marina Arienzale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 20:13:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’incontro tra Marina Arienzale e le aree culturali con cui entra in contatto è il punto di partenza per la maggior parte dei suoi progetti, svolti come indagini personali per registrare e a volte interiorizzare condizioni di alterità. In questo modo nasce il lavoro (realizzato con l’artista nigeriano Peace Alufokhai) sul concetto arcaico della madre: [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’incontro tra Marina Arienzale e le aree culturali con cui entra in contatto è il punto di partenza per la maggior parte dei suoi progetti, svolti come indagini personali per registrare e a volte interiorizzare condizioni di alterità. In questo modo nasce il lavoro (realizzato con l’artista nigeriano Peace Alufokhai) sul concetto arcaico della madre:   Ho sempre pensato che Dio fosse donna riassume il rapporto di ogni essere vivente con la forza generatrice e protettiva della femminilità. Nella foto un gesto di cura tra due generazioni, la madre e la nonna dell’artista, sintetizza un sentimento di appartenenza che non ha niente di territoriale. Pietro Gaglianò</p>
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		<title>Herbarium: Jasminum</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/herbarium-jasminum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[daniele zoico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 15:42:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;arte della profumeria, quando si ricrea il profumo di un fiore, si lavora chimicamente sulle molecole olfattive che il fiore produce e rilascia nell&#8217;aria; ci sono molti modi di elaborare queste molecole, in maniera naturale o sintetica. Ci sono diverse modalità per estrarre questo tipo di molecole olfattive da una materia prima naturale, come la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;arte della profumeria, quando si ricrea il profumo di un fiore, si lavora chimicamente sulle molecole olfattive che il fiore produce e rilascia nell&#8217;aria; ci sono molti modi di elaborare queste molecole, in maniera naturale o sintetica. Ci sono diverse modalità per estrarre questo tipo di molecole olfattive da una materia prima naturale, come la spremitura per estrarre gli oli essenziali, l’infusione o la tintura, la distillazione con vapore acqueo, l&#8217;estrazione con solventi o CO2 ecc. L’enfleurage invece è una tecnica antica che vede i singoli fiori posti su una serie di telai ricoperti di grassi, per lo più vegetali, cosicché le molecole olfattive rilasciate dai fiori appena recisi si trasferiscano per contatto sulla superficie grassa. Il risultato sarà una materia che trattiene per contatto il profumo, come un calco di un originale, un contatto con l&#8217;origine del profumo di quello specifico fiore, cresciuto in un preciso paesaggio. L&#8217;head space, invece, è una delle tecniche più moderne che rileva la quantità e le specifiche molecole prodotte da uno specifico fiore in una precisa finestra temporale. Con questi dati sarà poi possibile ricostruire in laboratorio lo stesso profumo di quella pianta, seguendo queste indicazioni esattamente come in una ricetta; le materie prime però potranno essere già presenti in laboratorio, estratte naturalmente o ricostruite sinteticamente.  Infatti, per quanto riguarda la ricostruzione in laboratorio, le modalità sono diverse: una serie di sostanze chimiche presenti nei fiori, piante e non solo, vengono usate e combinate per ricostruire in percentuale le proporzioni di un profumo esistente in natura: si ricostruisce il profumo generale di un fiore, non di uno specifico fiore; più che una copia per contatto, in questo caso la si può considerare una riproduzione da zero.   Herbarium-Jasminum è la prima restituzione di una raccolta di piante e fiori utilizzati nella profumeria: l’immagine presentata è la composizione e distribuzione delle molecole olfattive che la pianta del gelsomino rilascia nell’aria, in una sorta di ritratto fotografico / piramide olfattiva prodotto attraverso una stampa lambda cromogenica, un materiale proprio della fotografia.</p>
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		<item>
		<title>IN CIRCOLO SULLO STESSO ASSE</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/in-circolo-sullo-stesso-asse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cristian Erdas]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2022 12:25:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’opera desidera far riflettere sul tema della zona di comfort, un argomento spesso non comune a tutti e di cui siamo più o meno consapevoli. Il sentirsi a nostro agio nelle mura di casa oppure in un altro luogo a noi famigliare ci abbassa lo stress e l’ansia del quotidiano ponendo il nostro corpo in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’opera desidera far riflettere sul tema della zona di comfort, un argomento spesso non comune a tutti e di cui siamo più o meno consapevoli. Il sentirsi a nostro agio nelle mura di casa oppure in un altro luogo a noi famigliare ci abbassa lo stress e l’ansia del quotidiano ponendo il nostro corpo in una situazione di stasi e di temporaneo rilassamento.  L’inserirsi e il concedersi emotivamente all’interno di questo spazio fa attivare in noi un innato e istintivo meccanismo ancestrale ponendoci in una situazione mentale di completa sicurezza grazie alla costruzione astratta di barriere e confini inesistenti che ci accolgono al loro interno. Tutto ciò può sembrare molto confortante, esso può attirarci inconsapevolmente rendendoci assuefatti da questo illusorio momento di piacere, che però per quanto esso sia importante ed essenziale nella vita di ognuno di noi potrebbe in caso di abuso diventare un arma a doppio taglio capace di rinchiuderci in una bolla di vetro causando l’effetto opposto a quello desiderato, generando solo una temporanea soddisfazione personale che dovrà presto fare i conti con il nostro io nel momento in cui inizieranno a riaffiorare i pensieri facendoci rimembrare il nostro vissuto. E’ li che la zona di comfort si interrompe, cessando in maniera graduale o brusca, cambiando repentinamente quel momento di famigliarità con l’ambiente circostante, trasformando il nostro umore in un altalena che oscilla tra la comodità e la scomodità fisica e mentale, creando un circolo vizioso prolungato nel tempo da cui è difficile uscirne.  Tutti noi abbiamo sicuramente visto almeno una volta un cane che cerca di mettersi a proprio agio nella sua cuccia o nel cuscino che gli è stato dato, una piccola frazione di spazio che lui stesso per induzione da parte del proprietario vede e riconosce come zona di comfort. Continua ininterrottamente a ruotare su se stesso, instancabile, vorrebbe poter dormire in tutta comodità ma non riuscendoci continua a rigirarsi su se stesso, sul medesimo punto, fino a che non arriva a quella quiete o a quel compromesso che gli permette di trovare un po di apparente ed illusoria tranquillità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/in-circolo-sullo-stesso-asse/">IN CIRCOLO SULLO STESSO ASSE</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ATTESA</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/attesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Pellegrini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 17:20:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’opera ATTESA, attraverso il colore, riflette i cambiamenti che avvengono nella foglia e nell’essere umano nel corso della sua esistenza. La cessata sintesi di clorofilla da un lato e di melanina dall’altro, assumono in ATTESA la forma di un lungo tessuto, tinto con piante tintorie (Curcuma longa, Equisetum arvense, Indigofera tinctoria, Mallo di noce, Reseda [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’opera ATTESA, attraverso il colore, riflette i cambiamenti che avvengono nella foglia e nell’essere umano nel corso della sua esistenza.<br />
La cessata sintesi di clorofilla da un lato e di melanina dall’altro, assumono in ATTESA la forma di un lungo tessuto, tinto con piante tintorie (Curcuma longa, Equisetum arvense, Indigofera tinctoria, Mallo di noce, Reseda luteola, Rubia tinctorum), e di un vaso in vetro contenente capelli.<br />
Come la foglia cadendo dall’albero si adatta al terreno che la accoglie, così farà il tessuto in lino, volutamente lungo per permettergli di adattarsi allo spazio che lo ospiterà.<br />
La peculiarità dell’opera è data dalla sua continua rigenerazione sia da parte del tessuto sia da parte del pubblico che potrà integrare i capelli contenuti nel vaso con i propri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/attesa/">ATTESA</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Starwater&#8221; dal progetto &#8220;Il giorno in cui si spense il sole&#8221;</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/starwater-dal-progetto-il-giorno-in-cui-si-spense-il-sole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Macis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 15:22:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Il giorno in cui si spense il sole” propone una realtà allo stesso tempo tangibile e onirica, che destabilizza. Una speculazione visiva che evoca un futuro apocalittico, atmosferico, in cui lo spettatore può vagare lasciandosi guidare dall’immaginazione. Il racconto attraverso un esercizio di poiesis, illustra un’ipotetica fine del mondo in cui il sole dopo esser [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/starwater-dal-progetto-il-giorno-in-cui-si-spense-il-sole/">&#8220;Starwater&#8221; dal progetto &#8220;Il giorno in cui si spense il sole&#8221;</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il giorno in cui si spense il sole” propone una realtà allo stesso tempo tangibile e onirica, che destabilizza.  Una speculazione visiva che evoca un futuro apocalittico, atmosferico, in cui lo spettatore può vagare lasciandosi guidare dall’immaginazione. Il racconto attraverso un esercizio di poiesis, illustra un’ipotetica fine del mondo in cui il sole dopo esser tramontato si spegne, lasciando il posto a una luna, una stella, o forse lo stesso sole -anemico-, che immerge la Terra in una notte perenne, avvolgendo le cose con una luce innaturale. Nello spazio dell’immagine avviene la metamorfosi del reale, che viene plasmata dalle possibilità della fotografia per creare una realtà parallela credibile. Presente e futuro convivono in uno scenario speculativo che trasforma incubi e illusioni del nostro presente imperfetto in catastrofi o possibilità.  Riflessioni che partono da una fantasia per indagare la nostra realtà, proiettandosi in un tempo e un luogo -altro- per vedere le criticità della nostra realtà.  Una sequenza fantascientifica che rivela la profonda inquietudine per la minaccia dell’imminente catastrofe ecologica che potrebbe estinguere ogni forma di vita sulla Terra, ma lo fa interpellando la categoria estetica del sublime, mostrando il piacere perverso di guardare qualcosa che sta morendo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/starwater-dal-progetto-il-giorno-in-cui-si-spense-il-sole/">&#8220;Starwater&#8221; dal progetto &#8220;Il giorno in cui si spense il sole&#8221;</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Edipo</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/edipo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 08:26:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La mia ricerca pittorica vede nella pittura la possibilità di cogliere il soggetto nascente. Tento di abbattere la distinzione tra fisicità e apparenza per costruire un immaginario reale. Quest&#8217;opera incontra il mito di Edipo attraverso una narrazione ipotetica che cerca un&#8217;origine di senso nella relazione tra i materiali utilizzati e la resistenza intrinseca al loro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/edipo/">Edipo</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La mia ricerca pittorica vede nella pittura la possibilità di cogliere il soggetto nascente. Tento di abbattere la distinzione tra fisicità e apparenza per costruire un immaginario reale.<br />
Quest&#8217;opera incontra il mito di Edipo attraverso una narrazione ipotetica che cerca un&#8217;origine di senso nella relazione tra i materiali utilizzati e la resistenza intrinseca al loro impiego pittorico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/edipo/">Edipo</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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