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	<title>Edizione 2021 Archivi - Premio Nocivelli</title>
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	<title>Edizione 2021 Archivi - Premio Nocivelli</title>
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		<title>Ladone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 10:52:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/ladone/">Ladone</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/ladone/">Ladone</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
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		<title>L&#8217;agnellino</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/lagnellino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Zotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 16:08:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il sogno prende posto negli angoli producendo fantasmi, impressioni, fantasti- cando sagome ed ipotesi erotiche. Uno spazio chiuso nel quale delimitare le forme iniziali di un “campo di battaglia” idealmente infinito.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sogno prende posto negli angoli producendo fantasmi, impressioni, fantasti- cando sagome ed ipotesi erotiche. Uno spazio chiuso nel quale delimitare le forme iniziali di un “campo di battaglia” idealmente infinito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/lagnellino/">L&#8217;agnellino</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
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		<title>No map needed to go home</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/no-map-needed-to-go-home/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Virginia Dal Magro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 14:53:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’opera nasce sull’Isola di Vulcano, la più meridionale dell’arcipelago delle isole Eolie. La mitologia greca colloca qui le fucine del dio Efesto, signore del fuoco. Cacciato dall’Olimpo per via della sua deformità, qui forgiava le armi degli dei, impegnato nei suoi progetti di ingegneria, metallurgica, arte e scultura. Efesto è espressione del “creatore ferito”, che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’opera nasce sull’Isola di Vulcano, la più meridionale dell’arcipelago delle isole Eolie. La mitologia greca colloca qui le fucine del dio Efesto, signore del fuoco. Cacciato dall’Olimpo per via della sua deformità, qui forgiava le armi degli dei, impegnato nei suoi progetti di ingegneria, metallurgica, arte e scultura.   Efesto è espressione del “creatore ferito”, che attraverso un gesto naturale, alchemico, e al contempo artistico, rivendicava la sua posizione di dio, trasformando la materia grezza in oggetti di eroica bellezza. Un dio potente come un vulcano, ma  limitato dalla fragilità dell’animo umano, ironicamente così propria e cara agli dei.   Attraverso l’opera propongo il completamento di un cerchio, una quarta stratificazione della storia della materia locale. Da un lato, viene utilizzata la pietra pomice, frutto delle eruzioni vulcaniche con valenza puramente geologica. Il secondo strato è il racconto del processo alchemico di Efesto, nato cento mila anni dopo la nascita del vulcano. Il terzo è l’opera edilizia della popolazione locale che, forse ingenuamente, continua con la tradizione mitica metallurgica, e dopo anni di sfruttamento minerario, troviamo quasi come souvenir le inferriate metalliche decorative della abitazioni, e scarti di gasbeton edilizio successivi all’esplosione dello sfruttamento turistico degli anni recenti.   Il mio gesto artistico è la quarta stratificazione, che si presenta invece come un’inversione di marcia. Ciò che è stato forgiato, le inferriate, gli scarti, viene riportato come “dono naturale” e allo stesso tempo “omaggio mitico, eroico” al vulcano, forza della natura e dell’immaginario collettivo. Il decoro è luogo d’incontro tra lo spazio naturale, quello mitico e quello tangibile e abitabile.   L’installazione è composta da rocce di pietra pomice e scarti di gasbeton ritrovati sulle spiagge dell’isola. Modellati dalle maree, i due elementi diventano simili e il lavoro gioca sul confine tra natura e artificio, mimetizzando ulteriormente le fattezze sia dello scarto vulcanico che di quello edilizio.  Su ogni pietra è stato inciso un motivo decorativo diverso, ripreso dalle inferriate dei cancelli presenti sull’isola: armonici nelle forme ma imposti con violenza all’interno del paesaggio rurale. Il lavoro si pone l’obiettivo di creare un ponte tra la manifestazione di un elemento naturale e la sua imposizione artificiale, trovando un equilibrio all’interno del quale possano coesistere senza sovrastarsi.   *Le fotografie indicano l’opera installata presso il “Cratere della Fossa” sull’Isola di Vulcano, per il Premio Nocivelli l’installazione prevede 7 pietre disposte su una distesa di sabbia nera vulcanica ad occupare una superficie pari alle dimensioni indicate nelle specifiche tecniche. L’opera può essere installata a terra o eventualmente su un piedistallo.</p>
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		<title>Emergere dalla nebbia</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/emergere-dalla-nebbia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Allegro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2022 12:45:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;opera rappresenta la volontà di emergere da una nebbia fitta, dove la mancanza di visibilità rende difficile proseguire sul proprio percorso. Per emergere è necessario opporsi con forza ed affermarsi al di sopra della superficie.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;opera rappresenta la volontà di emergere da una nebbia fitta, dove la mancanza di visibilità rende difficile proseguire sul proprio percorso. Per emergere è necessario opporsi con forza ed affermarsi al di sopra della superficie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/emergere-dalla-nebbia/">Emergere dalla nebbia</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
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		<title>Quello che hai davanti</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/quello-che-hai-davanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bolognino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 16:50:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quello che hai davanti Dalla serie &#8220;cecità accecamento, oltraggio&#8221; prodotta in occasione della mostra personale omonima tenutasi negli spazi del Real Museo e Bosco di Capodimonte. Quest&#8217;opera si concentra sul tema dell&#8217;ipervisione, intesa come nuova cecità del contemporaneo data dalla sovrapposizione simultanea di realtà analogica e virtuale. L&#8217;opera intende porsi come rovescio di questa duplice [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che hai davanti<br />
Dalla serie &#8220;cecità accecamento, oltraggio&#8221; prodotta in occasione della mostra personale omonima tenutasi negli spazi del Real Museo e Bosco di Capodimonte.<br />
Quest&#8217;opera si concentra sul tema dell&#8217;ipervisione, intesa come nuova cecità del contemporaneo data dalla sovrapposizione simultanea di realtà analogica e virtuale.<br />
L&#8217;opera intende porsi come rovescio di questa duplice realtà, facendo da specchio al visitatore,creando un cortocircuito percettivo.</p>
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		<title>Casa</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Floriana Romeo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 14:43:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dipinto che racconta la stanza come specchio della nostra identità e dei nostri ricordi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dipinto che racconta la stanza come specchio della nostra identità e dei nostri ricordi.</p>
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		<title>Autoritratto come Matrioska</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/autoritratto-come-matrioska/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Seri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 May 2022 13:43:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/autoritratto-come-matrioska/">Autoritratto come Matrioska</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/autoritratto-come-matrioska/">Autoritratto come Matrioska</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
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		<title>Snusnu di un UGVs</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/snusnu-di-un-ugvs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 13:09:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Aggressivo, fragrante, ironico. Punta l’ingresso dello spettatore. Vaporizza a solo comando dell’artista.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aggressivo, fragrante, ironico. Punta l’ingresso dello spettatore. Vaporizza a solo comando dell’artista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://premionocivelli.it/work/snusnu-di-un-ugvs/">Snusnu di un UGVs</a> proviene da <a href="https://premionocivelli.it">Premio Nocivelli</a>.</p>
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		<title>L&#8217;uomo solo</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/luomo-solo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jacopo Naccarato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2021 20:03:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tutte le nostre vecchie bandiere non esistono più, quelle dei territori, dei grandi imperi, degli eserciti e dei partiti politici non le vogliamo, ne resta una sola per noi, la bandiera dell’individuo, dell’uomo solo. Nei nostri tempi, nell’era della comunicazione rapida, i simboli si fanno incerti ma assolutamente non rari, l’opinione dilaga e l’identità in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutte le nostre vecchie bandiere non esistono più, quelle dei territori, dei grandi imperi, degli eserciti e dei partiti politici non le vogliamo, ne resta una sola per noi, la bandiera dell’individuo, dell’uomo solo. Nei nostri tempi, nell’era della comunicazione rapida, i simboli si fanno incerti ma assolutamente non rari, l’opinione dilaga e l’identità in cui ci riconosciamo è fragile, quel senso di appartenenza che ombreggiava sotto le stoffe degli stendardi è ormai lontano, allora l’individuo è solo. C&#8217;è un nuovo emblema che si fa portavoce di un’identità personale, una dichiarazione di individualità che è principio d’ indipendenza, di libertà. Questa presunta libertà, la stessa promessa da Dio (l’opportunità di scegliere, di sbagliare e di smarrirsi), è un traguardo difficile, materia dei forti. Nella ricerca della nostra individualità, soli, “camminiamo per le strade con il nostro vessillo” testimone della nostra singolarità, amico e nemico di noi stessi, corpo pesante saturo di carattere. Questa bandiera immobile, sospesa alla parete su di un uncino aguzzo in ferro, è metafora della carne, si fa sintesi dell’individuo che si solleva, che diventa tale.</p>
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		<title>X- About relationships</title>
		<link>https://premionocivelli.it/work/x-about-relationships/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlos Casuso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2021 19:44:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>X-About relationships è un dipinto ad olio su tela di 150&#215;100 cm è un lavoro sviluppato sul rapporto tra due figure che si completano vicendevolmente. Nel dialogo tra i due corpi vi è una forte carnalità che può rimandare ad una lotta, a un rapporto amoroso o al gioco, i corpi non sono sviluppati omogeneamente, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>X-About relationships è un dipinto ad olio su tela di 150&#215;100 cm è un lavoro sviluppato sul rapporto tra due figure che si completano vicendevolmente. Nel dialogo tra i due corpi vi è una forte carnalità che può rimandare ad una lotta, a un rapporto amoroso o al gioco, i corpi non sono sviluppati omogeneamente, vi sono alcune parti più definite, altre meno, alcune sono omesse, altre raddoppiate. Tra i due corpi si sviluppa un vero e proprio intreccio che è un’elemento importante per la lettura di questo lavoro, si può pensare ad una sottomissione di una parte rispetto ad’un altra, se vi è un soggetto in questo dipinto è proprio la relazione tra i due corpi, infatti si può notare che la presenza del volto è in parte assente, ossia un volto è stato coperto o sostituita da un fazzoletto che lo copre, l’altro è schiacciato e poco visibile ed è stato dipinto con un anatomia non oggettiva.  Genericamente quando si dipinge al volto viene dato un ruolo fondamentale, in esso vengono deposte le caratteristiche e le particolarità del soggetto e anche della qualità della Pittura in modo assolutamente privilegiato rispetto al resto, spesso accade così, ed è normale che sia così…  In questo dipinto forse questa esclusività è stata indirizzata verso i piedi o in certe pieghe della carne e assolutamente negli intrecci tra i corpi, in queste aree pittoriche si possono raccogliere alcuni elementi che sono stati sottratti al volto e pensati da me per essere dei surrogati del volto che manca. Cerco di spiegarmi meglio, quando mi fermo a guardare i piedi nel dipinto mi viene in mente un odore e l’odore mi fa pensare a delle caratteristiche del volto del soggetto, e mancando il volto, le sensazioni che mi vengono in mente sono ancora più forti, anche in modo non volontario cerco di ricostruire l’assenza del volto tramite gli elementi del dipinto che mi possono dare degli indizi. (Ho voluto portare questo dipinto, che ha a modo suo o almeno nella mia sinossi una relazione con il lavoro che avevo presentato l’anno passato, anche in quell’occasione vi avevo parlato di una lettura inconsueta dell’elemento volto, in questo lavoro il “volto” è appunto come stato detto il rapporto tra i corpi).</p>
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